In materia di abusivismo edilizio, anche su istanza del privato cittadino la Regione è obbligata ad esercitare i poteri sostitutivi nei confronti dei Comuni inadempienti.

In particolare, se gli uffici comunali non provvedono a porre in essere quegli adempimenti consequenziali, ad esempio, all’ordinanza di demolizione, in caso di inerzia anche degli organi ispettivi regionali, questi possono essere obbligati dal privato a provvedere in sostituzione dell’Ente locale.

E' questo il principio espresso dal Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia con l’innovativa Sentenza del 2 febbraio 2018.

In particolare, i Giudici Amministrativi hanno conferito all’istanza presentata dal privato un potere propulsivo dell’azione ispettivo/sostitutiva dell’amministrazione regionale in materia edilizia imponendo all’Assessorato regionale territorio e ambiente di concludere il procedimento di ispezione avviato su istanza del privato.

Nel caso di specie, il ricorrente, proprietario di un immobile confinante con quello abusivo, ha impugnato il silenzio rifiuto formatosi in ordine alla istanza presentata, ai sensi dell'art 13 della l.r. 17/1994, all’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente affinché lo stesso intervenisse in via sostitutiva presso un Comune siciliano, per reprimere l’abuso e per compiere tutte le operazioni consequenziali all’ingiunzione di demolizione comunale.

Più precisamente, l'amministrazione comunale avrebbe dovuto accertare l’inottemperanza all’ordine di demolire e, conseguentemente, provvedere alla demolizione coattiva o all’emanazione del provvedimento di immissione volto all’acquisizione del bene immobile abusivo al patrimonio comunale, così come previsto dall'art 31 del D.P.R 380/2001

Il vicino, pertanto, provvedeva ad invitare l’inerte Amministrazione Comunale, a porre in essere tali i provvedimenti conseguenti all’ordine di demolizione, nell'osservanza dell'ineludibile procedimento descritto dal D.P.R. n. 380/01.

Tale invito rimaneva pero' inascoltato, indi per cui il cittadino procedeva, alla luce della colpevole inerzia serbata dal Comune, ad invitare l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente a voler disporre un controllo ispettivo presso l'amministrazione comunale ai sensi dell’art. 13 l.r. 17/1994 al fine di porre in essere le attività più consone e conseguenti all’intervenuta definitività dell’ingiunzione di demolizione.

Conseguentemente a tale invito, l’Assessorato, invitava l’Ente comunale a trasmettere apposita relazione sui fatti descritti dal cittadino dando puntuale risposta a quanto lamentato, avvertendo altresì l'amministrazione comunale che in caso di mancata ottemperanza a tale invito si sarebbe proceduto ad attivare gli eventuali interventi sostitutivi previsti dalla Legge regionale.

Sennonché, il comune intimato, oltre a non adottare i provvedimenti necessari alla repressione dell’abuso edilizio commesso, non ottemperava all’invito rivolto dall’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente.

Di contro, l’Amministrazione regionale, stante l’inerzia comunale, non provvedeva ad intervenire in via sostitutiva adottando gli interventi previsti dalla normativa regionale.

Pertanto il cittadino tornava nuovamente ad invitare l’Assessorato Regionale Territorio e Ambiente a voler intervenire in via sostitutiva all'Amministrazione Comunale nel compimento delle descritte operazioni conseguenziali all'ingiunzione di demolizione.

Ma neanche tale ultima iniziativa ha indotto l’Amministrazione regionale a concludere il procedimento avviato ai sensi dell'art 13 l.r. 17/1994.

Pertanto, i legali del vicino hanno adito l’organo di giustizia amministrativa, chiedendo allo stesso una determinazione esplicita e conclusiva in ordine al procedimento instaurato con l’istanza presentata all'Assessorato e volta a disporre un controllo ispettivo-sostitutivo previsto dalla l.r. 17/1994.

Dopo avere tracciato i riferimenti normativi principali, il Tribunale Amministrativo Regionale Siciliano - spiega l'avvocato Botta - ha individuato quelle attività dovute, da parte dell'Assessorato, volte alla prevenzione e repressione dell'abusivismo edilizio - quali ad esempio la disposizione di controlli ispettivi regolari e casuali presso i comuni della Regione, ovvero l’esercizio di un’azione di vigilanza per verificare il rispetto da parte dei comuni delle disposizioni in materia di controllo sull’attività urbanistico edilizia o ancora la trasmissione annuale alla competente Commissione legislativa dell'Assemblea Regionale Siciliana - dalle quali i Giudici Amministrativi hanno fatto discendere , in capo all'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, la sussistenza dell'obbligo di concludere il procedimento di ispezione avviato con l' istanza presentata dal privato cittadino.

Pertanto, il TAR ha dichiarato l'obbligo dell'Assessorato regionale di pronunciarsi sull'istanza presentata dal ricorrente, attraverso l'adozione di un provvedimento espresso entro il termine di 30 giorni.

 

di Serena Picone