Il 10 giugno 2018 si svolgeranno in Sicilia le consultazioni elettorali per le elezioni dei Sindaci e dei Consigli comunali di 138 Comuni, di cui 19 con sistema proporzionale e 119 con il sistema maggioritario e che interesseranno una popolazione complessiva di 1.772.302 cittadini.

Nei comuni di Catania e Messina, si voterà anche per l'elezione dei Presidenti di Circoscrizione ed i Consigli circoscrizionali.

La l.r. n. 6 del 05-04-2011 e la l.r. n. 8 del 10-04-2013, hanno introdotto alcune sostanziali modifiche al sistema elettorale riguardanti le modalità di espressione del voto per l'elezione del sindaco, la rappresentanza di genere, l'attribuzione del premio di maggioranza, l'elezione del consiglio circoscrizionale e del suo presidente, la rappresentanza e la doppia preferenza di genere, elementi tutti che hanno inciso, in particolare, sulla manifestazione di voto.

Inoltre, la l. r. n.17 del 11 agosto 2016, nell'apportare ulteriori modifiche ed integrazioni alla legge regionale 15-09-1997, n. 35, ha inciso sulle disposizioni in materia di elezione del sindaco e del consiglio comunale, del presidente del consiglio circoscrizionale, di cessazione degli organi comunali, ha esteso il sistema maggioritario ai comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, ha modificato le norme in materia di composizione del consiglio comunale ed ha reintrodotto il c.d. "effetto trascinamento", per cui il voto espresso per la lista si estende al candidato sindaco, ma non viceversa.

Pertanto, nelle modalità di espressione di voto, assumono particolare rilievo il richiamato "effetto trascinamento", la possibilità del voto disgiunto, che rende libero l'elettore di votare separatamente per un candidato sindaco e per una lista a questo non collegata, la possibilità di esprimere sino ad un massimo di due preferenze per i candidati al consiglio comunale, nel rispetto della rappresentanza di genere.

Il principio dell'equilibrio dei generi si realizza quindi attraverso le disposizioni che prevedono la possibilità di esprimere la doppia preferenza, purchè per candidati di genere diverso tra loro, appartenenti alla stessa lista. Con tali norme viene sancito l'annullamento della seconda preferenza eventualmente espressa dall'elettore, nel caso in cui le due preferenze si riferiscano entrambe a candidati dello stesso genere.

Con riferimento alla possibilità di esprimere sino ad un massimo di due preferenze, occorre precisare che, qualora le preferenze espresse per i candidati della stessa lista, anche se di genere diverso ed appartenenti alla medesima lista, siano più di due, vengono ritenuti nulli i voti ai candidati, mentre si convalidano i voti per la sola lista.

La preferenza verso una delle liste che concorrono alla competizione può anche essere espressa dall'elettore scrivendo il nome ed il cognome o solo quest'ultimo, sulle apposite righe poste a fianco del contrassegno, di uno o due candidati al consiglio comunale appartenenti alla stessa lista, una di genere maschile e l'altra di genere femminile, qualora esprime due preferenze, pena la nullità della seconda preferenza, senza necessità, in questa ipotesi di tracciare un segno sul simbolo della lista.

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